CHIESA E EVANGELIZZAZIONE
Ecco una domanda sempre più incalzante, in questi ultimi tempi: “Che cosa stiamo facendo per le anime di milioni di persone che camminano nelle nostre città?” Alcuni pensano che prima “debbano mettersi a posto”, altri dicono che la Chiesa deve “mettersi a posto”prima di potersi lanciare in un impegno evangelistico. Ma come possiamo crescere spiritualmente senza obbedire al Grande Mandato?Quando una chiesa concentra i propri sforzi nel raccogliere le persone smarrite, la qualità della vita spirituale di quella chiesa cresce. L’evangelizzazione ha un effetto santificante. Quando i membri di chiesa afferrano la visione di conquistare delle anime, diventano ansiosi di mostrare le vere qualità cristiane. Testimoniare è terapeutico per quello che affligge la Chiesa, perché quando le chiese conquistano anime, non possono permettersi di avere divisioni o pettegolezzi. Una chiesa locale non vedrà molte conversioni, se non compie uno sforzo evangelistico armonioso e organizzato. Senza i frutti dell’evangelizzazione, inizia l’irrequietezza, la freddezza, l’apatia. In assenza di persone nuove che rispondono al Vangelo, si fanno discussioni intorno a “qualcosa di spiritualmente sbagliato”. Una chiesa che si focalizza su se stessa e sui suoi membri diventa sempre più introspettiva e tendono a svilupparsi critiche reciproche, malcontenti e lamenti. Quando nell’ordine del giorno si omette la missione principale della Chiesa cristiana, si perde il vero senso del cristianesimo e tutto diventa generico, superficiale perdendo la vera spiritualità. Possiamo passare degli anni pensando alle cose da mettere a posto nella nostra vita, sentendo sempre più forte il grido delle nostre imperfezioni e delle nostre incapacità, come quegli uomini invitati alla grande festa che cominciavano a scusarsi perché nelle loro priorità c’erano sempre le proprie necessità, “il proprio campo”, “i buoi”, “la famiglia”. Non dimentichiamo che il grido e l’imperativo del padrone di casa sono:”Va presto per le piazze e per le vie della città e conduci qua i poveri, storpi, ciechi e zoppi, affinchè la mia casa sia piena”. Ecco una bella priorità, andare, uscire dai nostri recinti, raggiungere i poveri, che non conoscono Dio, i ciechi, gli zoppi, chi non ha mai camminato nelle vie del Signore, affinchè la casa di Dio sia piena.
Che cosa possiamo fare per le anime di milioni di persone che camminano nelle nostre città?
Sicuramente possiamo raggiungerle con amore, passione e condividere la Grazia del Signore.
Whitefield disse: “L’amore di Cristo mi costringe ad alzare la voce come una tromba” e l’ultima volta che qualcuno lo vide in vita, stava predicando con una candela tremolante in mano ad una folla di amici.